Tutti i cittadini hanno compreso che cementificare o impermeabilizzare il territorio aumenta i rischi legati agli eventi atmosferici estremi che sono sotto gli occhi di tutti.
La regione Toscana ha invitato i Comuni a invertire la tendenza: usare le superfici dismesse e decementificare. Per questo noi manifestiamo da sempre la nostra preoccupazione e la nostra ferma opposizione a nuove cementificazioni del nostro amato territorio di Livorno, di qualsiasi tipo siano.
Conseguentemente abbiamo ambizioni di governo e l’obiettivo di orientare la prossima giunta in una direzione ancor più in linea con la tutela dell’ambiente.
Riconosciamo che le previsioni dell’ultimo piano regolatore hanno un impatto minimo rispetto ai piani del passato, che però hanno già messo a serio rischio un territorio vulnerabile. Ricordiamo bene l’alluvione e gli allarmi che stanno caratterizzando questi ultimi anni. Sappiamo che le nostre preoccupazioni sono le stesse del Sindaco Salvetti, il quale ha dimostrato in questi 5 anni di essere un interlocutore affidabile al punto da guadagnarsi il nostro sostegno. La cementificazione rappresenta una minaccia per la bellezza naturale e la salubrità del nostro ambiente naturale, e richiede una seria riflessione sul suo impatto a breve e a lungo termine. Considerando la necessità di spazi per le aziende e le attività commerciali, suggeriamo di rivalutare e recuperare le aree abbandonate o dismesse invece di estendere ulteriormente la cementificazione.
Chiederemo di invertire la tendenza, di cancellare tutte le previsioni edificatorie e di andare oltre con una pianificazione delle decementificazioni e delle riforestazioni.
Questo approccio non solo aiuterebbe a rendere più sicuro il territorio, ma contribuirebbe anche a rivitalizzare le aree inutilizzate dando nuova vita alle attività economiche locali. Il piano, pur condivisibile nelle linee generali e più avanzato rispetto a quelli del passato, contiene delle nuove edificazioni anche in aree che rappresentano gli ultimi fazzoletti di verde in aree densamente edificate, per esempio in via del Fagiano. Ci impegneremo perché queste previsioni urbanistiche siano riviste e sia dato corpo agli inviti della Regione Toscana.





