Europa Verde non accetta quanto accaduto. Le parole dell’assessora Viviani che dice “La loro intenzione di compiacere qualcuno viene facilmente dimostrata” sono gravissime. Dispiace leggere queste affermazioni da parte di un’ assessora che invitiamo immediatamente a smentire quanto detto. La nostra posizione rimane ferma sul rispetto della normativa europea: il Nature Restoration Law.
Parliamo del Regolamento Europeo recepito quest’anno dall’Italia, una norma nata per proteggerci dai cambiamenti climatici e dalle devastanti ondate di calore. La legge stabilisce un principio vincolante: dal 2024 al 2030 non è più consentita alcuna nuova costruzione in ambito urbano senza un’immediata compensazione ecologica, con l’obiettivo di aumentare la copertura verde e ridurre l’impatto urbanistico negli anni a venire.
Tutto ciò che è stato edificato dal 2024 ad oggi richiede interventi rapidi e concreti di desigillazione del suolo e piantumazione di alberi. Non possiamo delegare questa responsabilità alle amministrazioni di domani, né scaricare il debito ecologico sulle future generazioni.
Non si può continuare a parlare di “rigenerazione” mentre viene proposto di cementificare terreni vergini. La vera rigenerazione urbana si fa riqualificando l’esistente, non radendo al suolo la natura.
Accogliamo l’invito al rispetto delle regole, ma a condizione di rispettare il regolamento europeo: Sì alla riqualificazione e al recupero del patrimonio edilizio già costruito. No al consumo di nuovo suolo e alle deroghe sulle compensazioni ambientali.
Siamo pronti a un confronto aperto e costruttivo, ma non a essere complici di chi vuole mettere l’Italia fuori dalla legalità europea.
La domanda che facciamo all’assessora è molto chiara: come mai il Piano Operativo adottato nel 2023 non è stato adeguato alla normativa europea del 2024 ed è stato portato in approvazione nel 2025?





