In vista dell’imminente assemblea dei soci di Retiambiente, Europa Verde Livorno esprime forte preoccupazione in merito al progetto dell’ossicombustore di Peccioli.
Di fronte a un investimento stimato intorno ai 130 milioni di euro, riteniamo indispensabile fermarsi e compiere una riflessione seria e approfondita prima di dare un “via libera” al buio. Parliamo di una tecnologia priva di precedenti industriali consolidati nelle dimensioni previste per Peccioli, che porta con sé enormi interrogativi sul piano della sostenibilità economica e dei rischi di impresa. Il forte timore è che un eventuale squilibrio finanziario finisca per scaricarsi direttamente sulle spalle dei Comuni e, di conseguenza, sulle tasche delle famiglie e delle imprese del nostro territorio attraverso la Tari.
Oltretutto, come evidenziato dai nostri consiglieri regionali, la capacità prevista per questo impianto supera notevolmente l’attuale fabbisogno del territorio ospitante. Ciò significherebbe che, per garantire l’equilibrio economico e la stessa sopravvivenza finanziaria dell’impianto, si renderebbe necessario l’afflusso continuo e costante di nuovi rifiuti provenienti da fuori.
Come Europa Verde Livorno ribadiamo che la Toscana e i nostri territori non hanno bisogno di rincorrere sogni tecnologici “miracolosi” che promettono di far sparire o trasformare magicamente i rifiuti. La politica e le istituzioni locali hanno il dovere di guardare in faccia la realtà e mettere in campo una strategia davvero nuova e radicalmente alternativa.
Una gestione moderna e sostenibile dei rifiuti deve basarsi fermamente sulla gerarchia europea, ponendo al primissimo posto le politiche di riduzione e prevenzione della produzione di rifiuti, seguite da un potenziamento massiccio del riciclo. Solo sottraendo la materia alla distruzione termica e reinserendola nell’economia circolare possiamo tutelare davvero l’ambiente e la salute pubblica, creando al contempo filiere di lavoro pulite, stabili e durature.
Chiediamo quindi al Comune di Livorno di esercitare il proprio ruolo di indirizzo politico e di controllo pubblico nell’assemblea di domani. È il momento dell’ascolto, della responsabilità e della valutazione rigorosa dei costi e dei rischi, non delle corse in avanti su progetti dal futuro economico e ambientale fortemente incerto.






